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Progetto di ricerca-intervento promosso dal CREADA, con la
partnership dell’Istituto “V. Fornari”, Liceo
Sociopsicopedagogico, Linguistico, Scienze Sociali di Molfetta Anno Scolastico 2008/2009 Alle radici di una corretta socialità: essere figlio, essere genitore, essere educatore oggi.
Raccontare/raccontarsi Progetto di genitorialità responsabile
continuazione del progetto dell'A.S.2007/2008 "Il divieto nella relazione educativa: espressione d’autorità o provocazione alla responsabilità?"
1. Motivazioni La narrazione di sé non è un semplice resoconto di eventi, ma un'interpretazione degli stessi. Raccontarsi presuppone la capacità di rappresentare la propria vita e implica un'interpretazione del passato alla luce del presente. Secondo Bruner la “storia di vita” rappresenta un “atto dialogico”, frutto di negoziazione di significati con altri e sforzo del narrante di creare una coerenza e di intrecciare e costruire la trama dei propri significati. In una realtà come la nostra in cui spesso, ormai, il dialogo con gli altri, ma anche quello con se stessi, appare desueto, ci si può ritrovare prigionieri di silenzi colmi di pesanti fragilità. Sembra, perciò, più che mai doveroso ricorrere ad un'azione scolastica volta a rendere riflessivi i silenzi, sollecitando civili dialoghi tra quei soggetti che maggiormente dovrebbero essere deputati a costituire il connettivo della società odierna. Col progetto di genitorialità responsabile dello scorso anno, 2007/2008, incentrato sulla lettura di una legalità sociale sviluppata e approfondita nel dialogo circolare tra docenti, discenti e genitori, si è giunti al raggiungimento di un primo obiettivo: Il momento della consapevolezza del problema. Col seguente progetto si vuol passare alla seconda fase: Il momento della consapevolezza di sè nel sapersi leggere, scrivere e raccontarsi Continuando, così, quel processo di educazione permanente, che unisca, in una relazione circolare e consapevole, il mondo dei ragazzi, delle famiglie e della scuola, attraverso specifici supporti psico-pedagogici, che col precedente progetto ha suscitato positivi riscontri e voglia di continuare nei partecipanti tutti. Quest'anno è intenzione di privilegiare il metodo laboratoriale per permettere un maggior coinvolgimento tra partecipanti ed esperti, ma anche un'alternaza tra il momento del dialogo e quello della lettura di sè, attraverso i laboratori di scrittura ed espressione che precederanno quelli più specificatamente psicopedagogici.
2. Soggetto responsabile e soggetti della partnership Anche questo progetto, come il precedente, vedrà come partners il CREADA e l'Istituto"V.Fornari" Liceo Sociopsicopedagogico, Liceo delle Scienze Sociali e Liceo Linguistico. Il CREADA, Centro di Relazione Educativa Adulto-Adolescente, sorto per opera della Confederazione Italiana Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana, dell’Associazione per l’Abazia di Mirasole e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con la partecipazione dell’Ospedale Maggiore di Milano e con il sostegno della Regione Lombardia, si impegna a promuovere tale progetto, alla luce delle sue finalità specificatamente formative nei confronti delle figure adulte che, a vario titolo, sono coinvolte nel rapporto educativo con gli adolescenti. Il CREADA, infatti, nato nel 2006 come progetto di servizio a carattere pedagogico, direttamente connesso ai principi del rispetto della dignità della persona e del suo valore, si sta sempre più configurando come un luogo di riferimento per tutti gli adulti, singoli o enti, anche del privato sociale, che sono in relazione con gli adolescenti e chiedono di essere sostenuti nel loro impegno educativo (genitori, responsabili e operatori degli oratori, dei consultori e dei centri giovanili, docenti e dirigenti delle scuole, delle associazioni sportive e ricreative ecc.). Il CREADA è in sintesi un centro di educazione che, oltre ad offrire consulenza agli adulti che si occupano di adolescenti, svolge ricerca d’alto profilo scientifico sulle problematiche adolescenziali e sulle esperienze operanti a livello nazionale e internazionale in campo educativo nell’ambito dell’adolescentologia e promuove l’impiego e la diffusione di metodologie educative innovative. La caratterizzazione educativa del CREADA, inoltre, si qualifica in senso interdisciplinare, grazie agli apporti sia delle scienze umane che della medicina. La proposta metodologica offerta dal Centro è la ricerca intervento. Il CREADA infatti intende coinvolgere gli educatori degli adolescenti in percorsi di ricerca da condividere con il gruppo dei ricercatori del Centro, perché gli educatori possano fruire del supporto scientifico di mezzi e strumenti appositamente predisposti per le diverse situazioni. Presupposto di questa modalità di ricerca è “conoscere cambiando”, attraverso uno studio empirico e sperimentale del fenomeno sul campo, provocando modifiche negli eventi, osservandone gli effetti e procedendo con confronti di gruppo e con interventi di tipo formativo-educativo. Attraverso il metodo della ricerca-intervento ogni educatore si responsabilizza nel suo impegno quotidiano e sente di poter fare affidamento sui suggerimenti e sugli orientamenti che provengono dalla teoria, ma che sono declinati secondo le esigenze e i bisogni educativi dei suoi “casi” specifici. Il CREADA, realtà viva e in crescita, ha già acquisito una significativa esperienza negli ambiti di ricerca e di formazione nei quali anche il presente progetto intende inserirsi. Infatti, fin dalla sua costituzione, il Centro ha attivato molteplici percorsi di formazione pedagogica e di carattere interdisciplinare rivolti agli adolescenti sui temi della bioetica, agli operatori dei consultori familiari di ispirazione cristiana, agli avvocati, giuristi ed operatori nell’ambito del diritto familiare, alle figure adulte (genitori, educatori, allenatori sportivi ecc.) che animano la realtà degli oratori e degli spazi di aggregazione giovanile, predisponendo per quest’ultimo settore un percorso privilegiato, di carattere sperimentale, in collaborazione con le parrocchie del decanato di Cesano Boscone. Gli esiti positivi di tali iniziative hanno incoraggiato il CREADA a sviluppare e a moltiplicare i percorsi inizialmente predisposti, curando inoltre la pubblicazione della serie dei Quaderni, in cui vengono approfonditi gli argomenti pedagogici di maggior interesse, vengono raccolti i materiali utilizzati per la formazione degli adulti e vengono diffusi gli esiti delle ricerche scientifiche svolte dagli studiosi che operano nel Centro. Il CREADA, la cui sede principale è situata presso l’Abazia di Mirasole (Opera-Milano), dispone infatti, per lo svolgimento delle sue attività e dei suoi progetti, di un gruppo di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano afferente alla Cattedra di Educazione degli Adulti, la cui titolare, Prof.ssa Maria Luisa De Natale, è il Direttore scientifico del CREADA. Attualmente, è in atto un processo di ampliamento del Centro a livello nazionale, con la nascita di alcuni poli di riferimento sul territorio italiano che si qualificano a tutti gli effetti come sedi locali del CREADA, le quali potranno anche declinare il proprio profilo funzionale ed operativo in relazione a temi e problemi educativi specifici. In particolare, è già avviata la costituzione dei poli CREADA in Abruzzo, in collaborazione con la Presidente della Federazione regionale abruzzese, Prof.ssa Elda Fainella, e in Sicilia, in collaborazione con il Presidente della Federazione Consultori Sicilia, Padre Andrea Santoro.Figurano inoltre in via di definizione le relazioni tra il CREADA e l'Opera don Calabria di Verona e il CREADA e l'Opera Santa Rita di Prato. L'Istituto "V.Fornari", sito a Molfetta in via Gen. Amato 37, risponde appieno alle direttive nazionali ed europee e pone in essere progetti didattico-formativi complementari alle attività curriculari. Comprende tre indirizzi: Liceo Linguistico, Liceo Sociopsicopedagogico e Liceo delle Scienze Sociali. E' una struttura moderna dotata di: laboratori (fisico-chimico,linguistico, multimediale, scientifico, musicale, video acustico e di informatica), sala di proiezione, biblioteca, moderni sussidi didattici e audiovisivi. L'Istituto si è posto, sin dal suo nascere, in continuità con i valori e i curricoli liceali, in quanto annovera insegnamenti umanistici, filosofici, artistici e scientifici, favorendo una formazione umana multiculturale, un rigore epistemologico e una coscienza metodologica e critica, propri del cittadino europeo. L'indirizzo sociopsicopedagogico, poi, prevede con il suo impianto curriculare il conseguimento di competenze pedagogiche, la conoscenza delle dinamiche psicologiche e il possesso dlle nuove metodologie della ricerca. L'Istituto ha già sperimentato positivamente la partnership con il CREADA attraverso la realizzazione nell'anno scolastico 2007/2008 del Progetto di "genitorialità responsabile" Alle radici di una corretta socialità: essere figlio, essere genitore, essere educatore oggi. Il divieto nella relazione educativa: espressione d'autorità o provocazione alla responsabilità?
3. Dati generali Il progetto proposto intende incidere, attraverso una sua maggiore qualificazione pedagogica, sulla difficile relazione intergenerazionale che lega gli adulti agli adolescenti e ai giovani, articolandosi in diversi luoghi istituzionali – famiglia, scuola, contesto extrascolastico – e rivelando spesso la sua complessità e la sua problematicità attraverso i comportamenti trasgressivi posti in atto dai giovani. In particolare, il progetto mira ad inserirsi nel contesto culturale e sociale della provincia di Bari, utilizzando per lo svolgimento delle attività formative le strutture messe a disposizione dall'Istituto Fornari di Molfetta ed avvalendosi della competenza professionale della Prof.ssa Linda A. M. Panunzio (referente del progetto per la scuola e per il Dipartimento di Scienze Umane) e del supporto di altro personale offerto dalla scuola per la realizzazione del progetto stesso. Il CREADA, a sua volta, collabora attraverso il suo gruppo di esperti e di formatori allo sviluppo dell’iniziativa e all’approfondimento delle tematiche oggetto di indagine.
4. Descrizione del progetto Sul piano delle finalità generali, il progetto si propone di migliorare il dialogo e il confronto tra gli adulti e gli adolescenti e di rafforzare il messaggio educativo offerto dalle diverse figure adulte attraverso la definizione di un linguaggio comune, la promozione di una comunicazione efficace e la creazione di una rete di sostegno tra educatori di ambiti diversi anche attraverso l’apprendimento di innovative metodologie riflessive e autoformative e di strumenti comunicativi efficaci. Tutto ciò nell’ambito di incontri per attivare il dialogo su temi personali, come il significato dell’esistenza e i valori, nel rispetto dei ruoli e delle rispettive competenze. Gli ulteriori obiettivi specifici che il progetto intende raggiungere possono essere distinti in base ai destinatari coinvolti: Per gli studenti:
Per le famiglie:
Per i docenti:
Le fasi di svolgimento del progetto, articolate sulla base delle attività previste, sono le seguenti: 1. Fase preparatoria: presentazione del progetto in occasione di un’assemblea aperta a docenti, alunni, famiglie ed esperti, anche al fine di promuovere l’apertura della scuola alle altre scuole, alle associazioni di genitori, alle associazioni parrocchiali, alle associazioni sportive ecc. L’introduzione al tema è affidata alle due relazioni della Prof.ssa Raffaella De Franco, Docente di Bioetica e di Filosofia morale e Referente scientifica CREADA e della Prof.ssa Maria Luisa De Natale, Docente di Pedagogia generale e di Educazione degli adulti e Direttore Scientifico CREADA. 2. Fase laboratoriale: predisposizione e somministrazione di strumenti qualitativi e quantitativi per la rilevazione dei bisogni educativi dei soggetti. Coinvolgimento dei partecipanti in strategie e metodologie attive di comunicazione educativa: Laboratorio di gestione dei conflitti, Laboratorio sul bilancio di competenze educative, Attività di gruppo, Riflessione critica ed autovalutativa della prassi educativa analizzando casi particolari, come ad es. il tema dell'adozione. In tal modo, si intende realizzare dei percorsi di riflessione pedagogica che prendano in considerazione la specificità della condizione personale dei giovani e dell’esperienza educativa delle diverse figure adulte protagoniste. Quest'anno la fase laboratoriale vedrà un maggior coinvolgimento degli alunni guidati alla ricerca di se stessi attraverso dei laboratori di lettura e di scrittura in cui, guidati da docenti ed esperti, saranno sollecitati verso una lettura criticamente riflessiva ed una scrittura personalmente rielaborata. Una lettura e scrittura che siano strumenti utili ad una sempre maggiore conoscenza di sè unita ad una coraggiosa volontà di esprimersi; base necessaria ad affrontare con maggior sicurezza i laboratori e gli incontri con gli adulti e con gli esperti. 3. Fase elaborativa e propositiva: rielaborazione dei risultati attraverso tecniche d’analisi qualitativa e formulazione di strategie di intervento educativo, individualizzando quanto più possibile i percorsi sulla base dei bisogni educativi emersi e delle aspettative espresse e/o inespresse. 4. Fase valutativa: verifica dell’efficacia del corso e del raggiungimento degli obiettivi e valutazione dell’iniziativa da parte dei partecipanti attraverso l’utilizzo di test, colloqui, monitoraggi. 5. Fase della pubblicizzazione dei risultati: presentazione e diffusione dei risultati, sia relativi all’analisi delle problematiche educative emerse, sia riguardanti i percorsi di formazione attuati e le proposte pedagogiche maturate, tramite tavola rotonda e/o convegno, con lo scopo di evidenziare la stretta relazione che intercorre tra luoghi di crescita culturale e luoghi sociali.
6. Analisi del bisogno Il disagio giovanile, manifesto o nascosto, è certamente connesso alle caratteristiche della complessità sociale, le quali incidono fortemente sulla formazione delle nuove generazioni. Queste caratteristiche della complessità possono essere considerate le cause aspecifiche del disagio. Infatti, i fattori che influiscono sull'imbocco dei percorsi che portano alla condizione di disagio giovanile appartengono a più dimensioni e riguardano il sistema di valori della cultura sociale, le condizioni sociali di vita dei giovani e la loro struttura di personalità. Il disagio appare perciò come il prodotto di un insieme complesso di fattori, nessuno dei quali da solo sembra essere sufficiente a produrlo, ma la cui successione nel percorso esistenziale eleva notevolmente la probabilità che esso si manifesti nella vita del giovane. In particolare, il processo formativo del giovane avviene in una pluralità – quasi sempre frammentata, disarticolata e poco coerente – di proposte di valori, di modelli di comportamento, di stili di vita che favoriscono il suo orientamento verso percorsi flessibili, pragmatici e aprogettuali, non in grado di prevenire il disagio. Occorre invece promuovere quell'integrazione e quella sinergia tra le differenti agenzie educative, la cultura sociale dominante, le esperienze relazionali e di produzione di significato nei mondi vitali e dei consumi, necessarie per la proposta alle nuove generazioni di un progetto di vita incompatibile con quello distruttivo del disagio, in quanto orientato verso la liberazione da quei condizionamenti che impediscono la loro piena realizzazione umana, la loro autonomia e l’assunzione della responsabilità verso se stessi e il mondo sociale e naturale che abitano. Si sta quindi sempre più diffondendo la convinzione, sia a livello di riflessione pedagogica teorica che di pratica dell'educazione/prevenzione, che la prevenzione deve sempre di più divenire promozione della formazione individuale e sociale della persona attraverso l'educazione e l'intervento sui processi socializzanti e culturanti in cui essa avviene. Anche gli studi di settore concordano sul fatto che la scuola non può più restare ancorata alla sola trasmissione di conoscenze e abilità. Tale impostazione comporta che si trasferiscano idee inerti, non vagliate criticamente, né combinate in nuove relazioni con altre idee (Whitehead, 1992) ed esclude i sistemi informale e non formale, il cui concorso nell’azione educativa delle giovani generazioni è invece auspicato dall’Europa (Delors, 1996). La frammentazione delle agenzie educative, infatti, accresce i fattori di rischio per l’adolescente, ancora incerto tra dipendenza e autonomia e maggiormente esposto a scelte di vita anche pericolose e ad atteggiamenti di sfida verso la tradizione e gli adulti di riferimento. È evidente pertanto l’esigenza di coltivare, in tutti gli adulti che svolgono un’opera educativa nei confronti dei più giovani, dai genitori agli insegnanti, agli educatori del tempo libero, le competenze necessarie al riconoscimento dei fenomeni di disagio e dei comportamenti a rischio e di incentivare negli stessi adolescenti la crescita e la maturazione non soltanto fisiche e psicologiche, ma anche etiche e sociali. Appare anche evidente una scollatura tra le diverse culture che spesso aggrediscono gli adolescenti, per cui il mondo della scuola, quello dei mass media, quello specificatmente giovanile sembrano parlare diversi linguaggi, a volte non sempre facilmente comprensibili tra di loro prima ancora che conciliabili, rendendo così dificile, se non impossibile, la comunicazione. L'analisi e la pratica laboratoriale della lettura e della scrittura potrebbero essere, perciò, sempre più utili strumenti di conoscenza e di dialogo. Metodologie consapevolmente volte ad un educarsi ad una comunicazione civile facilitata da una cultura comprensibile e comprensiva.
7. Risultati attesi e monitoraggio del progetto Il risultato fondamentale consiste nella possibilità di definire un itinerario formativo capace di integrare i luoghi e le competenze educativi di genitori, insegnanti ed altre figure adulte chiamate ad affrontare le problematiche adolescenziali e giovanili, costruendo una circolarità di dialogo e di scambi significativi con lo stesso mondo giovanile, reso anch’esso protagonista di un percorso di presa di coscienza di sé e della propria identità personale e sociale e di progressiva assunzione di responsabilità rispetto alle norme e ai valori. Il risultato atteso, dunque, è quello di pervenire, attraverso una capacità di lettura e di espressione sempre più correttamente consapevoli, ad un dialogo sociale che renda concreta e significativa la prevenzione e/o recupero del disagio giovanile, ma anche di quello adulto e culturale-scolastico, offrendo una risposta più soddisfacente ai bisogni di crescita dei giovani adolescenti
8. Beneficiari dell’intervento Classi di studenti di scuola secondaria superiore (biennio e triennio), genitori, docenti ed esperti.
9. Metodologia proposta La metodologia si avvarrà degli strumenti della ricerca-azione e fornirà consulenza, formazione e strumenti di lavoro. In particolare, si procederà ad un’indagine conoscitiva della realtà territoriale e dei bisogni educativi delle persone coinvolte nel progetto attraverso strumenti di rilevazione di tipo quantitativo e qualitativo. I soggetti saranno coinvolti attivamente sia nella fase di ricognizione dei bisogni, sia nella progettazione delle azioni di intervento. Verranno realizzati Laboratori di Lettura( guidata, interpretata, critica), Laboratori di Scrittura (trascrittiva, personale, di genere, quaderni di viaggio, sul filo del tempo), Laboratori pedagogici (incontri informativi-formativi, simulazioni, analisi di casi, discussioni e confronti, condivisione di tecniche dialogico-interpretative), Incontri tra esperti e adulti e giovani adolescenti, per ricercare tematiche di interesse comune, utilizzando strumenti e mezzi di comunicazione efficaci.
10. Continuità e replicabilità E' auspicabile che la finale positività dei risultati suggerisca una continuazione logica del progetto e della tematica della genitorialità responsabile nell'educazione permanenete, affermando anche l'importanza, vincente, dell'unione di più soggetti educativi. |
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