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Articolo tratto da del 24 luglio 2009
(clicca qui per scaricare la scansione dell'articolo)

L'INIZIATIVA. Avviato in Lombardia, per diffondersi poi nelle principali città italiane, il primo "ateneo universitario di volontariato culturale" dedicato alla famiglia. Presidente nominato l'avvocato Goffredo Grassani.

Parte da Milano l'"università" della famiglia

Progetto voluto da Cattolica, Regione, Ospedale Maggiore e consultori

di LUCIANO MOIA

Il nome non rende giustizia all'assoluta originalità e al rilievo trasversale del progetto. Sentendo evocare la nascita di un nuovo "Istituto di antropologia per la cultura della famiglia e della persona" si potrebbe pensare infatti a un insegnamento accademico dai profili un po' barbosi e scontati. Si tratta invece di un'idea destinata a incidere profondamente nel modo di pensare e di progettare, la ricerca e la formazione per i servizi alla famiglia. Soprattutto perché condenserà e metterà in stretta relazione le conoscenze che derivano dai tre grandi ambiti antropologici: quello teologico, quello medico e quello sociale. Nel progetto che in questi giorni ha mosso i suoi primi passi a Milano, e che allungherà ben presto lo sguardo su tutto il territorio nazionale, i presupposti saldi di un'antropologia cristiana orientata al bene della persona e della famiglia, si intrecciano con una metodologia d'avanguardia, finalizzata ad offrire il meglio delle conoscenze per tradurre questo tesoro culturale in iniziative, buone pratiche, scelte concrete, capacità di operare. L'eccellenza del pensiero che diventa eccellenza dell'azione quotidiana, in quella prospettiva di ortodossia della carità secondo cui «il bene va fatto bene» .

E quando quattro istituzioni importanti come l'Università Cattolica, la Regione Lombardia, l'Ospedale Maggiore di Milano e la Federazione nazionale dei consultori di ispirazione cristiana si alleano per un obiettivo così ambizioso sul fronte della ricerca, della formazione e dei servizi alla famiglia, significa che siamo proprio di fronte a un passaggio di svolta. «L'obiettivo di questa nuova istituzione è, allo stesso tempo, semplice e complesso» , sottolinea Maria Luisa De natale, prorettore della Cattolica e docente di pedagogia che la scorsa settimana, insieme al rettore Lorenzo Ornaghi, ha sottoscritto il protocollo d'intesa. «Ci proponiamo infatti di promuovere una cultura della famiglia con metodo scientifico sia per superare i pregiudizi che talvolta accompagnano l'antropologia cristiana, sia per dimostrare come queste convinzioni culturali possano diventare ricchezza condivisa al servizio di tutta la comunità, senza barriere ideologiche o religiose».

La nuova realtà formativa e di ricerca, che secondo i suoi ispiratori dispone di tutti i requisiti per puntare a diventare una sorta di innovativo «ateneo della famiglia» , ha sede presso l'abbazia di Mirasole, a sud di Milano, in un complesso completamente ristrutturato. «Faremo ricerca sulla famiglia ai massimi livelli scientifici - riprende l'esperta - ma allo stesso tempo forniremo agli operatori dei servizi pubblici, comunali e regionali, quelle conoscenze indispensabili per svolgere al meglio i loro compiti delicati ».

Di grande rilievo anche gli aspetti dell'antropologia medica che verranno sviluppati dalla nuova istituzione. Lo spiega bene il direttore scientifico dell'Ospedale Maggiore di Milano, Ferruccio Bonino: «Ci muoveremo secondo linee di ricerca mirate all'analisi dei tre grandi disagi di oggi: quello adolescenziale, quello legato alla solitudine dell'anziano e quello che deriva dall'attuale sistema economico che ha un impatto sempre più devastante su salute e medicina». Sullo sfondo lo studio finalizzato a valutare i fattori relativi agli stili di vita e quelli legati agli aspetti etico-familiari che dalla piccola realtà domestica si allargano a cerchi concentrici all'intera società, determinandone fragilità, frammentazione, incapacità progettuale.

Insomma tutti quegli ambiti di sofferenza con cui devono confrontarsi i servizi sociali e che spesso presentano per gli operatori difficoltà sovente insormontabili. Nei servizi per l'affido e l'adozione, per la mediazione familiare, per i problemi legati alla maternità e alla paternità sono impegnate oggi a vario titolo, nei diversi ambiti dell'amministrazione pubblica, numerose figure a cui servono competenze sicure e aggiornate. Da qui l'interesse anche della Regione Lombardia nel sostenere e promuovere un'iniziativa che mette al centro la persona e i suoi bisogni primari. «Abbiamo la necessità - osserva l'assessore regionale alla Famiglia, Giulio Boscagli - di riconoscere e di sviluppare progetti come questo che, mentre promettono un salto di qualità nei servizi pubblici, mettono in luce la fantasia e la ricchezza del terzo settore».

Insomma, si chiama « Istituto di antropologia » ma sarà nei fatti una grande finestra sul mondo, con antenne diffuse e sensibilissime, numerose almeno quanto i 180 consultori familiari di ispirazione cristiana isseminati, da Nord a Sud. Sorride, muovendo la testa in segno di consenso, l'avvocato Goffredo Grassani, presidente della grande rete dei consultori familiari, anima e promotore di questa iniziativa. «Mi sembra che dando spazio alla ricerca sul fronte delle scienze umane e della medicina, della bioetica e della giurisprudenza, delle politiche familiari e della teologia noi forniamo un esempio di come si possa coniugare davvero fede e ragione, in una logica interdisciplinare, secondo le indicazioni del magistero di Benedetto XVI. Ecco perché - conclude Grassani - quella del nuovo "Istituto di antropologia" è una grande realtà ma, allo stesso tempo, una grande promessa. Da Milano ci allargheremo presto al resto dell'Italia».


I CONSULTORI
In Italia sono 192 i centri aperti
Con i suoi 192 centri sparsi da Nord a Sud - e un'altra decina sono in lista d'attesa - la Confederazione dei consultori familiari di ispirazione cristiana rappresenterà il bacino privilegiato per individuare le varie situazioni familiari che saranno analizzate dal nuovo "Istituto di antropologia" e che diventeranno quindi spunti preziosi di ricerca e di approfondimento. In oltre 30 anni di attività - la Confederazione è nata nel 1978, primo presidente l'onorevole Ines Boffardi - la rete dei consultori ha accolto decine di migliaia di famiglie e di coppie in difficoltà, contribuendo a risolvere piccole e grandi sofferenze legate alle varie dinamiche familiari. «Il nostro è un approccio scientifico dal volto umano. Proprio grazie a questa capacità di metterci dalla parte di chi viene a bussare alle nostre porte - spiega il direttore della rete dei consultori, Antonio Andorno - riusciamo a fornire risposte adeguate, e spesso risolutive, nelle varie situazioni». Oltre al presidente Grassani, la Confederazione può contare oggi su tre vicepresidenti (Elda Fainella, Olimpia Tarzia e Luciano Viana) e su una commissione scientifica presieduta da Giuseppe Noia.

IL CREADA
Dove si studiano gli adolescenti
Il nuovo "Istituto di antropologia per la cultura della persona e della famiglia" si affianca a un'altra realtà di ricerca e di formazione sul fronte della famiglia, già presente all'abbazia di Mirasole. Si tratta del "Creada" (Centro di relazione educativa adulto-adolescente). Anche questa istituzione, attiva da circa tre anni, è nata dallo sforzo comune di Università Cattolica, Confederazione dei consultori e Regione Lombardia. Si tratta di un centro di studio, di ricerca e di formazione che si pone l'obbiettivo di affrontare in chiave pedagogica e in una prospettiva interdisciplinare i problemi degli adolescenti e di valorizzare l'intervento educativo degli adulti nei loro confronti. Accanto alla ricerca, che si avvale di esperienze in atto a livello nazionale ed internazionale, oltre a metodologie educative, il "Creada" si occupa di consulenza e di formazione degli educatori (genitori, insegnanti, responsabili e operatori degli oratori, dei consultori, dei centri giovanili, dirigenti di società sportive e per il tempo libero).

L'ISTITUTO
Gia promosse sei borse di ricerca
Un'istituzione fondata su tre criteri base: il metodo della ricerca scientifica applicata ai casi concreti, la centralità della persona e il criterio dell'interdisciplinarietà. Perché la famiglia è una realtà troppo complessa, nelle sue infinite sfumature che toccano conoscenze e problemi a 360 gradi, per poter essere indagate e quindi aiutata con un approccio unilaterale. E quanto spiegato dall'avvocato Goffredo Grassani, presidente della Confederazione nazionale dei consultori familiari di ispirazione cristiana, durante la prima riunione del nuovo "Istituto di antropologia per la cultura della persona e della famiglia" che si è tenuta la scorsa settimana all'abbazia di Mirasole, alle porte di Milano. L'incontro è servito anche per definire l'organigramma della nuova struttura che sarà operativa a partire da settembre. Presidente è stato nominato lo stesso avvocato Grassani. Il direttore generale sarà Giuseppe Di Benedetto, che ricopre lo stesso incarico presso l'Ospedale Maggiore di Milano. Per la direzione scientifica è stato scelto il vescovo Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita. Il vice direttore scientifico della Fondazione Irccs dell'Ospedale Maggiore di Milano. Nella commissione scientifica figurano poi i rappresentati delle quattro istituzioni che hanno dato vita alla nuova realtà: Università Cattolica, Regione Lombardia, Ospedale Maggiore e Confederazione dei consultori. Alla prima riunione erano poi presenti i vescovi di Lodi, Giuseppe Merisi, che è anche presidente della Caritas, e di Cremona, Dante Lanfranconi, a testimoniare l'attenzione con cui le Chiese di Lombardia guardano alla nuova istituzione. Nell'incontro infine sono state definite le modalità per le prime sei borse di ricerca che saranno assegnate ad altrettanti giovani medici intenzionati ad approfondire i temi legati alla salute psico-fisica del nucleo familiare, secondo l'approccio dell'antropologia medica. «Per chi crede nella famiglia e nel suo ruolo socio-culturale - ha detto al termine il neo presidente - la nova realtà a cui abbiamo dato vita rappresenta una sintesi originale sul fronte della ricerca e della formazione. Possiamo dire infatti che si tratti del primo Istituto universitario di volontariato culturale. Un'applicazione concreta del principio di sussidiarietà secondo la dottrina sociale della Chiesa».


Altri articoli:

Avvenire 30 gennaio 2010:
"Emergenza educativa, la nuova "Università della famiglia" punta sull'antropologia made in Usa per aiutare i genitori"
 

 

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